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dal 1 al 24 marzo 2008
Architettura della materia - Ferruccio Ferroni
Foyer del Teatro "Carlo Goldoni", Corinaldo (AN)
A pochi mesi dalla sua scomparsa, il grande fotografo marchigiano Ferruccio Ferroni verrà ricordato con una bella mostra, nella cornice esclusiva del Foyer del Teatro Carlo Goldoni di Corinaldo.
Ferroni era nato nel 1920 a Mercatello sul Metauro nella provincia di Pesaro e Urbino, e ha vissuto a Senigallia. Dopo gli anni della guerra, la prigionia in Germania e due anni di ricovero in un sanatorio, si laurea in giurisprudenza nel 1953 ed eserciterà la professione di avvocato fino al 1992.Ferroni comincia a fotografare nel 1948, divenendo ben presto il più fedele e personale interprete delle teorie estetiche di Giuseppe Cavalli. Partecipa in quegli anni alle maggiori mostre nazionali e internazionali, riportando importanti riconoscimenti: fa parte dei gruppi fotografici La Gondola di Venezia diretto da Paolo Monti, e il Misa di Senigallia diretto e ideato da Giuseppe Cavalli. Molte sono le esposizioni a cui partecipa e i premi di cui viene insignito. Diverse anche le collezioni che accolgono le sue fotografie.
La fotografia simbolo della mostra "Architettura della materia", realizzata nel 1953 è forse l'immagine più riuscita della sua lunga ricerca sul linguaggio fotografico; quando essa venne esposta per la prima volta a Firenze nella mostra "Fotografia italiana 1953", curata da Cavalli e Monti alla Galleria della Vigna Nuova, Ferroni sorprese tutti per l'originale utilizzo della luce radente che rendeva i tagli sul legno fatti dall'accetta fortemente evocativi, ed oggi possiamo ben dire in linea anche con le ricerche pittoriche dell'arte informale italiana e internazionale.
Le immagini esposte riguardano le fasi più significative della produzione di Ferroni: i primi anni Cinquanta, il sodalizio con Cavalli; la ricerca formale sulla materia, la più costante e originale; le immagini riflesse delle vetrine realizzate dalla metà degli anni Ottanta in poi, dopo aver sospeso la sua attività fotografica per circa venti anni.
La mostra è a cura di Roberto Mutti e Marcello Sparaventi. La presentazione della videointervista a Ferroni è di Roberto Mutti